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"Voi
non potete nemmeno immaginare
quante volte mi sono sentito dire da un
direttore di teatro, prima di entrare in
scena: 'Mi raccomando Fred, entra
barcollando con un bicchiere di whisky
in mano, e posa il tuo primo sguardo su quella bionda in terza fila'.
All'inizio
tentavo di ribellarmi, ma poi mi dicevano
che gli spettatori mi volevano così.
Non sono mai stato capace di farmi
immortalare da un fotoreporter
mentre ero da solo: volevano sempre
almeno due pupe vicino a me, o nella
peggiore delle ipotesi, una bambola
da una parte e un bicchiere
di scotch dall'altra".
(Fred Buscaglione)



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Con questo
brano del 1958 il musicista torinese parve esplicitamente passare dalla
macchietta del "duro" alla Spillane alla propria macchietta
("Sono Fred, dal whisky facile"). Effettivamente il suo
personale soprannome per il whisky era, appunto, "il facile".
Ha detto Giorgio Giacosa, sassofonista degli Asternovas: "Per bere
Fred non badava a spese. Non l'ho mai colto in stato confusionale, eppure
ci dava dentro: al mattino, quando ci si trovava al bar Sandro di via
Verdi o eravamo in giro a suonare, si faceva 4-5 Pernod come ridere. Durante
il giorno, lui e la moglie Fatima consumavano insieme più di una
bottiglia di whisky".
Il paroliere Leo Chiosso, il miglior amico di Buscaglione, ha dichiarato:
" Si diceva che lo facesse per stare dietro al personaggio che avevamo
creato
Storie: Fred amava tantissimo il whisky, in particolare bourbon
e scotch: ne beveva soprattutto a tavola e quando suonava. Ma non era
certo un alcolista: la sua non era una debolezza o una voglia irrefrenabile,
ma soltanto una grande passione per quel liquore che peraltro sopportava
benissimo. Tant'è che nessuno lo ha visto ubriaco nemmeno in un'occasione.
Negli ultimi tempi aveva cominciato a soffrire di acidità di stomaco,
e quindi soltanto dopo cena si concedeva qualche bicchiere di quelli giusti.
'Il whisky facile ti sta diventando difficile, forse ti conviene rinunciare
del tutto', gli dicevamo in tono scherzoso
'Già, e poi cosa
penserà di me la gente', diceva, scoppiando a ridere".
Nel 1959 Chiosso e gli Asternovas vennero a sapere che in occasione di
un check-up fatto a Bologna un medico aveva riscontrato che il fegato
di Fred versava in condizioni disastrose. Ma il cantante non rinunciava
a tenere un bicchiere nel taschino della giacca; soltanto che al posto
del whisky ci metteva del tè, che aveva lo stesso colore. Il che
farebbe pensare che per Buscaglione il bicchiere, questa sorta di emblema
della vita dissoluta, era anche una sorta di talismano, cui Fred rimaneva
attaccato per paura di perdere il successo. Nel 1959, in un'intervista
riportata nel libro "Il grande Fred" (di Maurizio Ternavasio,
Lindau Editore), dichiarò laconico: "Ho cominciato troppo
tardi. Il successo mi ha preso a tradimento e in fondo mi ha deluso. Ho
capito che, se riesco a durare ancora un paio d'anni sono a posto. Mi
occorrono due anni, non di più. Fingerò di avere una vitalità
che non ho, scriverò e canterò le canzoni più pazze.
Poi, prima che la gente mi volti le spalle, Fred ridiventerà Ferdinando
Buscaglione, di professione pensionato".
Il whisky come elisir del successo, dunque, oltre che come consolazione
all'innata malinconia e ai sempre più difficili rapporti con la
moglie. Ecco ad esempio una velenosa dichiarazione di Fatima Robins, rilasciata
nei giorni di più aspra crisi del loro legame: "Mio marito
avrà il whisky facile, ma certo non il successo facile. Si è
lasciato inebriare dall'ondata di fortuna diventando addirittura un altro
uomo, diverso da quello che ho sempre conosciuto".
Il brano è tra l'altro legato a una delle più note apparizioni
televisive di Buscaglione, al Musichiere di Mario Riva. Il popolarissimo
presentatore lo aveva sentito suonare alle Grotte del Piccione di Roma
nell'autunno 1958: all'epoca, del cantante si parlava a Roma, a Milano,
nelle località di mare dove c'erano dei locali - ma nonostante
l'exploit di 'Che bambola', dell'anno precedente, per milioni di italiani
era ancora uno sconosciuto senza volto. Fu pertanto un momento decisivo
quello in cui Riva, uscendo dal night capitolino, disse a uno dei proprietari:
'Bravo quello coi baffetti, mandamelo domani sera al Musichiere'. Nel
corso dello show, Buscaglione eseguì 'Whisky facile' con l'accompagnamento
da un coro di bambini, che tra una strofa e l'altra stigmatizzava il suo
comportamento:
Fred - Sono Fred dal whisky facile. Son criticabile, ma son fatto così.
Bambini - Male, male !
Fred - Non credete, non sono un debole.
Bambini - Sì, lo sei!
Fred - Mi han fatto abile
Bambini - Come mai?
Fred - ...poi la guerra finì.
Bambini - Buon per te
Se c'è una cosa che gli fa tanto male,
è l'acqua minerale
Fred - Bravi! Io non la posso bere.
Bambini - Così non va
Fred - Ho il whisky facile
Bambini - Così non va. Sei cattivo.
Fred - Son sempre amabile
Bambini - Non è vero. Ma sei fatto così.
Fred - Beh, ognuno è fatto a suo modo.
Bambini - Tu sei un debole.
Fred - A me? Un debole? Ma che cosa dite
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